La pittura murale all'interno della vecchia sede è un'opera che vuol tentare una figurazione
di tipo nuovo, legata alla realtà pubblica - monumentale, partendo dalla tradizione
tipicamente italiana dei grandi cicli pittorici, dai primitivi al '600 e facendo
proprie le geniali intuizioni del muralismo latino-americano. E' un'arte e
lo diciamo con rammarico contro corrente sganciata dai vincoli ufficiali di
mercato. Purtroppo esistono spazi limitatissimi in Italia per questo tipo
di espressione in quanto sempre più rara è la committenza publica che invecie
permette un rapporto pubblico-artista-fruitore.
Il Murale in questione ha l'ambizione di creare un ambiente stimolante per
affrontare i problemi della lotta per lo svilupo e la liberazione del popoli.
Limitazioni di carattere oggettivo hanno impedito una riflessione etica ed
estetica più approfondita, anche se il murale è frutto di dieci anni di ricerca
e di attività nel settore. Il tutto è stato realizzato dagli artisti in circa
venti giorni di progettazione e dieci di esecuzione pittorica.
Lo spazio architettonico è stato visivamente "distrutto" dal murale in quanto
privo di particolare valore estetico. Questa scelta facilita la lettura delle
immagini nel loro ininterrotto susseguirsi. Abbiamo dunque un primo "cono
visivo" fondamentale nell'angolo di fondo a destra dove si rappresenta una
situazione desolata, vuota, riempito da quattro presenze umane molto concrete:
immagine dei Paesi in via di sviluppo.
Per maggiori informazioni sugli autori potete visitare i siti web:
www.sergiomichilini.com
www.mauriziogovernatori.com