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La vecchia sede del Centro Mondialità Sviluppo reciproco è la Chiesa Armena di Livorno
la cui facciata è ornata con colonne di marmo di ordine dorico, sormontate da
due statue raffiguranti la Fede e la Carità, opere di notevole pregio del Vaccà,
scultore carrarese. Nell'ovale c'è, in rilievo, il busto di S. Gregorio I, l'Illuminatore
titolare della bellissima Chiesa Armena, una volta qui esistente, ora distrutta
dagli eventi dell'ultima guerra.
Fu edificata dal 1701 al 1713 su disegno del principe ereditario Ferdinando
dei Medici, figlio di Cosimo III Granduca di Toscana, ed i lavori di costruzione
furono commissionati alla ben nota abilità dell'architetto Giovanni Del Fantasia,
livornese, a spese della nazione armena; per cui, il rito ed il sacerdote addetto
all'attività pastorale erano Armeni.
L'edificio sacro era ricco di marmi policromi e di opere d'arte dei nomi più
famosi del tempo. Tanto per ricordare i più noti: Giovanni Bottani da Pontremoli,
Giuseppe Baldini e Alessandro Gherardini, livornesi. I lavori di scultura, alcuni
attualmente collocati in altre chiese della città, erano del valido scalpello
di Paolo Emilio Demi, nostro concittadino, del Baratta e dell stesso Vaccà di
Carrara. I bravi critici ed intenditori d'arte annoverano questo tempio, insieme
a S. Ferdinado, S. Caterina, S. Giovanni, tra i migliori di Livorno. E' bene
ricordare e tramandare alle memoria che, in Livorno, tre erano le Chiese di
rito orientale : Greca, Armena, Siro-Maronita con clero proprio. La necessità
della presenza di culto non di rito latino, del resto vanto per la città e la
diocesi, era giustificata dalle diverse numerose Comunità di quelle regioni,
convenute in Livorno, perchè attratte dal febbrile lavoro portuale che a tutti
assicurava benessere e ricchezza; era gente quella che lavorava sul serio ed
era fedele con la presenza alle fastose celebrazioni che si svolgevano nelle
loro chiese.
Visitate l'interno della Chiesa Armena e troverete la pittura
murale di Sergio Michilini e Maurizio Governatori (1983) |
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